Insomma, a parte magari il trasferimento (30 ore di traghetto da Venezia a Patrasso che non passano veramente mai, e poi altre 3 ore di pullman da Patrasso ad Atene) il tempo passato è stato veramente bello. La stanza (che abbiamo pagato ben 250€ a notte) in realtà si è rivelata essere un ex-ufficio open space al 5 piano e ultimo piano di una palazzina a Glyfada, ossia la zona di vita notturna ad Atene (specialmente nel fine settimana), circa sui 70 metri quadri, e quindi tutto sommato il prezzo poteva anche valere la pena. La signora poi (che alla fin fine è di Manzano e porta pure il mio stesso cognome) è stata molto gentile, dato che come in hotel ci portava la colazione alla mattina e ci chiedeva pure cosa volevamo avere di colazione. L'unica pecca della stanza era il bagno, di due metri quadri due! Fare la doccia equivaleva a fare un paio di esercizi di contorsionismo stile Romaneci.
Allora, primo giorno utile, il 14, dopo esserci sistemati in stanza, abbiamo fatto un piccolo giro nei dintorni, giusto per prendere confidenza con la zona, i mezzi di trasporto, spiaggia, locali e ristoranti: insomma, le solite cose. E subito abbiamo visto un box che vendeva i biglietti per le olimpiadi, con una fila di 50 metri che girava attorno all'isolato; fortunatamente ce la siamo cavata in poco, prendendo solo i biglietti già prenotati (un Italia-Spagna di pallacanestro e le finali di fioretto femminile), ma se la fila era quella ogni giorno la vedevo grigia per le olimpiadi.
Pomeriggio, avendo poco o nulla da fare, decidiamo per sfizio di andare a vedere qualcosa.
E così eccoci all'Helliniko, il complesso olimpico più vicino. Tale complesso è stato costruito dove prima c'era l'aeroporto di Atene (adesso spostato fuori città), e quindi ci si immagina facilmente come fosse: completamente piatto, un albero neanche a pagarlo, ma soprattutto le strutture di scherma e di basket che hanno l'aspetto di hangar riadattati allo scopo. In effetti l'edificio che ospita la scherma è un vero hangar, neanche tanto riadattato, con tribune in tubi Innocenti e colombi che volano giusto sotto il tetto. A rendere il tutto deprimente, l'impressione che non ci sia un cane all'interno del complesso, sensazione in effetti veritiera dato che non c'erano avvenimenti importanti.
Insomma, per farla breve, prendiamo un biglietto al botteghino subito fuori lo stadio (molta meno coda che al botteghino in città): finale di spada individuale maschile. Bhè, di solito nella scherma l'Italia va sempre bene, prendiamo il biglietto sperando ci sia un italiano in finale. Sorpresa! Non solo l'italiano c'è, ma vince pure la medaglia d'oro in rimonta!
Come culo non siamo male: un biglietto alla cieca e una medaglia d'oro vinta! Tra l'altro ci stava anche una biondina livornese che tifava Montano, e non era per niente male! Come faccio a sapere che fosse di Livorno? Semplice: ce l'aveva scritto sulla maglietta, e inoltre anche mezzo numero di telefono; avrei anche potuto chiederle come finiva il numero, no? uff, che impedito!
15 Agosto In mattinata altro giretto per Atene, zona costiera, quindi prendiamo un taxi per andare a vedere pallanuoto, Italia-Spagna. Piccolo intermezzo: il taxista non sapeva dove si trovasse lo stadio Olimpico (ma poi abbiamo capito che ha frainteso), e sempre lo stesso taxista mi ha detto che somigliavo a Nesta. Arriviamo che ci sbatte di fronte all'ingresso principale, maestoso imponente, e subito dietro il nuovo stadio olimpico con la fiaccola; non possiamo entrare dato che quello è l'ingresso riservato ai media. Ok, ma l'ingresso più vicino? "Non so" rispondono più o meno i primi 30 volontari a cui poniamo la domanda, finchè una buon'anima, sempre volontaria, ci avvisa che subito vicino alla strada ci sta un pullman che conduce all'altro ingresso. Solo che si è dimenticata il particola che il bus navetta sia stato riservato ai media!
Bhè, siccome il bus va comunque dove andiamo noi, decidiamo di seguirlo: un paio di kilometri a piedi sicuramente non fanno male! (e non scherzo sulla distanza!). Appunto mentale: il giorno dopo abbiamo scoperto che c'era un ingresso a meno di 100 metri da quello in cui ci ha scaricato il tassista.
Bella partita, peccato abbiamo perso! Cmq siamo rimasti a vedere il complesso olimpico (OAKA): veramente una cattedrale nel deserto! Anche pochissimi alberi, tutti al massimo sui 2 metri, di quelli nuovi appena piantati, e assolutamente niente erba! con un minimo di vento si vedevano le dune di sabbia che avanzavano lemme lemme.
16 Agosto Oggi pallavolo donne, Italia-Giappone! Prendiamo il tram (fatto nuovo di zecca, apposta per l'occasione) e in meno di due ore arriviamo (come media non è male: sono solo venti chilometri...), fame becca e chiaramente ci fermiamo al bar: 3 panini e 6 birre, cerchiamo un posto all'ombra che non ci sta. Vabbè, meglio aprire uno degli ombrelloni fuori dal chiosco che sono rimasti curiosamente chiusi, e subito a ingozzarci; arrivano i giapponesi, anche loro cercano un posto all'ombra, anche loro optano per aprire l'ombrellone; solo che, essendo gli ombrelloni senza telecomando, in 5 non riuscivano ad aprirne uno!
La partita è stata una passeggiata: 3-0 secco e niente discussioni. Almeno 5 birre a testa bevute.
Dopo la partita ho visto che ci sta una certa Jenny Barazza che gioca per l'Italia: buono a sapersi, mo mi segno il nome! E al bar foto assieme alla Togut, alla Lo Bianco e con la Piccinini. La Togut molto simpatica, e pure sua sorella, che poi mi è anche sembrato di averla vista in giro da qualche parte.
17 Agosto Giornata impegnativa! Da casa i miei amici mi dicono che le tipe del softball valgono decisamente la pena di un'occhiata, e dato che la mattina è libera, ne approfitto, e prendo il biglietto per un bel USA-Giappone di softball. Che tra l'altro negli USA ci gioca pure una certi Jenny Finch, veramente un gran pezzo di figliola. Era talmente contenta della maglietta del Friuli da chiamare le altre sue colleghe e convincerle a farsi una foto assieme a me, spiegano anche loro che cosa rappresentasse la maglia.
Jenny, if you are reading these lines, be aware of this: I Love you!!!
Pomeriggio partita di pallacanestro, Italia-Serbia, credo fosse. Partita persa di due punti agli ultimi secondi di gara, ma con i campioni del mondo direi che ci può stare.
Abbiamo anche sventolato il nostro striscione "Giek - Ghiaccio - Miki Friûl rules", e a fine partita il cameraman di Sky ci ha espressamente chiesto di aprirlo per bene per una inquadratura dignitosa. L'unico rimpianto è che avevamo invitato Galanda a bere due robe assieme a noi al bar, ma purtroppo ci hanno sbattuto fuori dallo stadio
In serata invece mi sposto (da solo, dato che i due cinghiali miei amici rimangono a vedere USA-Grecia di basket) al SEF, sede del palazzetto di volley, per Italia-Brasile (e stavolta giocano i maschi). Mamma mia che partita! Purtroppo persa 33-31 al tie-break, ma decisamente entusiasmante, al cardiopalma, ho finito la voce a forza di urlare e sfottere i brasiliani! E nel settore immediatamente accanto ci stava un brasiliano troppo figo: ciccione, con una tutina di acetato verde-oro tutta aderente e una parrucca che faceva pandan e incitava i suoi.
Vari sfottò da una parte e dall'altra, ma alla fine tutti amici! E in questo clima di amicizia mi sono sentito in dovere (morale) di accompagnare due brasiliane sculettanti e con la scritta Brasilie in rilievo sulla scollatura alla lora casetta a Glyfada: quando si dice la sfiga, che devono andare proprio vicino al mio appartamento, eh?
Poi solo un grazie per averle accompagnate