Testo dell'articolo tratto da Il Gazzettino, nell'edizione nazionale del 5 Luglio 1997

LA STORIA. All'istituto Caterina Percoto un ragazzo di 21 anni davanti alla commissione

Malato di tetraparesi spastica adesso pensa a un corso di computer e a un posto di lavoro

Francesco batte l'handicap

Si muove con fatica, parla e vede pochissimo : ieri ha dato l'esame di maturità

Udine

La maturità, l'esame più difficile della sua vita. Una sfida con se stesso, ma anche una rivincita sulla scuola, sugli scettici e su quei grossi libri che l'hanno fatto sudare davvero. Francesco Seffino ha 21 anni, vive a San Giovanni al Natisone, e ieri ha affrontato la commissione di maturità all'istituto magistrale "Caterina Percoto" nel capolouogo friulano.
Come i compagni della IV B, Francesco ha aspettato il suo turno e poi, verso le 10, è entrato in aula. Francesco qualcosa di diverso dagli altri ce l'ha, da vent'anni. Aveva pochi mesi quando una grave infezione gli ha causato un arresto respiratorio e una terribile malattia: la tetraparesi spastica. Oltre a non coordinare i movimemti, nemmeno quelli facciali (quindi non riuscire a camminare, a parlare, a raccogliere un oggetto) vede anche pochissimo.

È appena uscito dall'aula, Francesco, dopo più di mezz'ora di disquisizioni storiche e letterarie. Il traguardo è lì a due passi. L'abbraccio della mamma e del papà, le congratulazioni degli amici, le pacche sulla spalla. Francesco Seffino, 21 anni, ha affrontato il suo esame più importante, la maturità all'istituto magistrale "Caterina Percoto", che per lui è l'epilogo vittorioso di una grande battaglia. Contro la malattia che lo affligge da più di vent'anni, la tetraparesi spastica, causata da un'infezione che l'ha colpito a pochi mesi di vita.

- Ce l'hai fatta, Francesco. Ti abbiamo sentito. L'esame è andato bene.Come ti senti adesso?
Sono soddisfatto delle risposte che ho dato. Anche se qualche volta mi hanno interrotto, sono riuscito a dire quello che sapevo.
- Interrotto? Vuoi dire che non ti lasciavano il tempo per rispondere?
No, non proprio questo. Io ho tempi di apprendimento più lunghi degli altri. In più ho bisogno di tempo per rispondere a una domanda. Il mio cervello deve "risistemare" i dati e le nozioni. Quindi, se uno non lo sa o non è abituato, crede che io non parli perchè non conosco la risposta.
- Cosa significa per te questo esame?
È un traguardo enorme. Dovevo dimostrare a tutti che ero in grado di farcela da solo, senza programmi, individualizzati che dovevano esserci, ma che non ho mai avuto. Io ho fatto la scuola come gli altri.
- Il tuo curriculum è impeccabile, sempre promosso dalle elementari fino a oggi. Nessuna prova speciale, niente di niente. Quanto hai faticato?
Io non riesco quasi a leggere e non è semplice per me decifrare le figure: tutte le immagini devono essere ingrandite. Mi hanno aiutato molto i miei genitori e gli insegnanti di sostegno che mi seguono da anni.
- A te piace la storia Francesco, come hai fatto a studiare tutte quelle date, se non riesci quasi a leggere?
Ho dovuto registrare su una cassetta tutti i testi, e poi riascoltarli per imparare le date, i nomi, gli avvenimenti. La cosa più difficile è la matematica. Per le figure geometriche ho dovuto usare la percezione tattile, riprodurle e poi toccarle.
-Adesso, che farai?
Un corso di computer a Pasian di Prato oppure uno a Trieste per telefonisti. Poi voglio lavorare.

Tommaso Cerno

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